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Tu sei Jim o sei Andy? Identità e cambiamento

January 15, 2018

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Tu sei Jim o sei Andy? Identità e cambiamento

January 15, 2018

 

Se tu non avessi fatto tutto ciò che hai fatto saresti comunque a questo punto? No, di sicuro. È l’effetto farfalla.
 

Qualche giorno fa, scegliendo un film su Netflix, mi sono imbattuta in un film documentario su Jim Carrey: si intitola Jim & Andy, e racconta il dietro le quinte di Man on the moon, film in cui Jim Carrey interpreta il ruolo del comico anticonformista ed eccentrico Andy Kaufman.

Questo documentario mi ha letteralmente travolto e coinvolto, se ti capita l’occasione di poterlo vedere, prenditi il tempo che ti serve..

Jim nel girare il film si immedesima completamente nel personaggio, anche fuori dal set: annulla la sua identità, si perde nei meandri del suo IO per essere totalmente Andy Kaufman.

Il documentario ci propone tratti di film mescolati a spezzoni di intervista a Jim e c’è un quesito, che pone l’attore stesso, che mi è rimasto scolpito nella mente: qual è quel granellino di sabbia attorno al quale costruiamo la perla che diventa la nostra identità?

Ognuno di noi vive dentro un flusso continuo di situazioni, relazioni e circostanze. Possiamo affermare che la nostra identità è il frutto della somma di tutte le esperienze che facciamo nella nostra vita. Incontri con altre persone, relazioni di coppia, di amicizia o fra colleghi, lavori e ambienti di lavoro. 

Ognuna di queste esperienze è un granellino della perla e ne arricchisce il valore.

La perla è trasportata dalla corrente del mare e ogni granellino che ci attacchiamo addosso ha un suo significato da comprendere, interiorizzare e fare nostro, inglobandolo per custodirlo nella conchiglia della nostra anima.

Ognuno di noi vive stagioni più o meno lunghe: a volte siamo in acque calme, a volte in acque burrascose... e la vita continua così a fare il proprio corso. 

Come succede sempre in natura.

 

Per ogni fine c’è sempre un nuovo inizio.


Hai presente quando cominciano l’estate, l’inverno, l’autunno o la primavera?

Ogni volta si vive quell’eccitazione sana che nasce dal cambiamento. 
Arrivano sempre delle novità: magari le foglie colorate che cadono, magari i fiori nuovi che sbocciano o i frutti che crescono. Ogni pianta passa attraverso le stagioni costantemente e attraverso questo passaggio cresce, diventa più forte e si eleva verso il cielo.

Questo é quello che dovrebbe succedere ad ognuno di noi.

La semplice accettazione del normale flusso di eventi nella nostra vita che generano un cambiamento e un’evoluzione.
Purtroppo spesso non è così!

Mi capita di frequente di parlare con persone che rimangono attaccate alle situazioni, alle relazioni, a circostanze che non hanno più ragione di esistere.
Focalizzano le loro energie per stare aggrappati ad una lastra scivolosa che non permette loro di elevarsi.
Nutrono se stessi di frustrazione, rabbia, rancore, a volte persino vendetta.
E non si rendono conto che così facendo fanno male a sè stessi, che non si lasciano fiorire e che impediscono la loro stessa crescita.
Avvelenano il terreno dove sono piantate la proprie radici,  la loro linfa si intossica, muoiono dentro e diventano anche brutte fuori, spente e grigie.

Come se Jim Carrey fosse rimasto sempre attaccato al suo personaggio Andy.
Ti immagini quante splendidi ruoli si sarebbe perso?

Lui stesso racconta che alla fine del film non sapeva chi fosse e ci pone una domanda interessante: Chi di voi sa veramente chi è?

Se è vero che la nostra identità si costruisce nel mutamento degli eventi, allora è vero che la nostra identità è in continuo mutamento e in continua evoluzione.
L’assoluta impersonificazione di Jim in Andy, quella profonda intensità nel vivere un ruolo può essere trasfigurata nei nostri ruoli quotidiani di partner, genitore, capo, collaboratore, figlio, fratello, amante, amico, compagno di giochi, confidente.

Vivere totalmente un ruolo finchè esso ha ragione di esistere permette di plasmare il proprio IO e costruire la propria identità, proprio come Jim si perde totalmente per poi ritrovarsi una nuova persona: più ricca, più piena e anche più elevata spiritualmente.

 

Che ruolo vuoi vivere tu?


L’insegnamento che ne traggo io è:
Vivi il presente e ciò che ti offre e goditelo al meglio perché quel momento ora è lì per te. Nutriti di ciò che ti sta donando. Forse si ripeterà o forse no. Non sappiamo quanto una persona o una circostanza rimarranno nella nostra vita, ma sappiamo che, se c’e, se tutto ha avuto inizio, è per un motivo.

Sappiamo che questa stagione avrà una sua durata, più o meno lunga.
Sappiamo che questa stagione avrà una sua fine e si trasformerà.

Perciò goditi la tua stagione, impara ciò che devi imparare, nutri le tue radici con sentimenti ed emozioni positive, mantieni vitale la tua linfa, eleva i tuoi rami verso il cielo. Siamo dentro ad un viaggio spirituale: nasciamo circoscritti da confini identitari culturali, religiosi e razziali, ma è quando siamo in grado di varcare quei confini che comincia il nostro vero viaggio, quello più profondo dentro noi stessi per plasmarci e arricchire il nostro vero IO con le esperienze della nostra vita.

 

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